I Bambini dell’OM


Episodio 5: QUESTA CASA NON è UN ALBERGO

“Cazzo fate davanti alla TV, sfigati…” nelle scelte lessicali c’era ceca intesa in casa di Kevin.

“Cazzo, papà, abbiamo dieci anni, cazzo vuoi che facciamo, guardiamo i Gormiti…”

“Grormiticazzocosa, brutto coglione, va in camera tua a leggere Gramsci, io alla tua età avevo già imparato a memoria il Manifesto di S.Karl fottuto Marx, ma che cazzo”

Kevin guardò Gualberto e Sayd e disse:

“Cazzo volete che vi dica, andiamo in camera mia a vedere youtube…”

“Cosa gli è accaduto” chiese Gualberto “non lo avevo mai visto tanto adirato…”

“Cazzo, ma che cazzo ne so: avevano lo sciopero per il contratto, si pensava dovesse andare per le lunghe, allora ha portato la bici che usa in Om a far riparare. Cazzo, la tengono via 3 giorni quegli inculati e lo sciopero è già finito… così quando è al lavoro deve andare da un reparto all’altro a piedi… cazzo, torna a casa stanco e fa tutte queste storie…. Cazzo, ma basta con il mio vecchio, ho trovato una roba troppo forte su youtube, figa, spaccano tutto…”

“Che casino che fate voi italiani… ma si è visto tutto in tv?” chiede Sayd

“Ad onor del vero non è passato quasi nulla, la Alessia Marcuzzi è stata molto brava durante la trasmissione e nonostante la gran tensione la trasmissione è filata via liscia…”

“Cazzo, ma l’hai visto davvero in diretta… minchia, i tuoi sono troppo fighi, ti fanno fare veramente il cazzo che vuoi…”

“Cosa vuol dire mutuo sociale, perché sono così incacchiati per la casa, vivono nei ruderi abbandonati con i clandestini?” chiede Sayd,

“Non è che vivono per strada, magari stanno con i genitori, ma per l’impossibilità di ottenere un mutuo da un sistema bancario amico solo dei più benestanti, non hanno la possibilità di avere una loro famiglia…”

“Cazzo dici, allora il mondo sarebbe pieno di gente che spacca tutto il Grande Fratello, ma non è così:

quei tipi lì sono quelli che si sono indebitati per fare il provino per il GF8, bustarelle, spese di viaggio, tangenti ecc., non sono stati presi e adesso spaccano tutto se non gli fanno un mutuo per avere un po’ di soldi…

“Cazzo che palle con sto storie, ve lo facevo vedere perché erano troppo arrabbiati, i romani sono troppo forti, quando si gioca Brescia-Roma sono sempre legne di brutto, troppo bello… guardate questo… è ancora meglio… dovremmo farlo anche no…”

“Ma Cazzo, brutto maroccchino di merda” – la madre i Kevin non aveva certo il senso delle buone maniere – “non ti avevo detto di smetterla di venire a casa mia a vendere la tua merda, e Franco dov’è? Kevin! ti sei messo a drogarti anche tu?!?!?!”

“Cazzo mamma, sono un bambino, cosa vuoi che mi droghi, e poi lui è Sayd, abbiamo fatto l’asilo assieme…”

“Cazzo ci fa qui? Questa casa non è un albergo dove la gente va e viene a suo piacimento, andate fuori dalle balle che devo pulire”

“E dove dovremmo andare, cazzo!”

“Lascia stare, devo rientrare, vado con i miei a vedere un film di marocchini francesi che mangiano cucus, una vera palla” era il rito del mercoldì, Gualberto e famiglia a fracassarsi le palle con i film d’autore.

“Anch’io devo andare, mio padre si è fissato con una riunione segreta straordinaria in garage…”

“Cazzo mamma, loro tornato a casa, io dove vado”

“Prenditi sti 5 euro e va a giocare alle macchinette”

“Te l’ho già detto che non mi fanno giocare perché sono minorenne”, Kevin scuote la testa…

“Ho già parlato con la Pina, le ho detto che giochi per me, vai da lei e le dici che ti manda MaMMà”

“Dalla Pina? Cazzo, ma puzza di piscio…”

“Non rompere, e ricordati, di quello che vinci facciamo a metà”

Quella sera, nel garage di Sayd tutta la famiglia era riunita, il padre di Sayd era pronto per una grande rivelazione:

“Finalmente ho trovato un gruppo di persone da contattare per preparare la nostra guerra santa, sono infedeli ma sono per la famiglia, per la vita, per le mogli a casa con i bambini, contro la droga ecc, insomma brave persone.

Li ho visti in TV manifestare contro quella trasmissione indegna, non hanno paura e sono molto risoluti. Dobbiamo contattarli, il loro gruppo si chiama FIAMMATRICOLORE…”

“Ma papà, quelli li menano la gente di colore” interviene Alì

“E allora, non siamo mica negri noi, siamo arabi egiziani, che centrano i negri con noi… visto che fai tante storie, Alì, hai tu il compito di contattarli”

“Ma io …”

“Tu cosa, credi di essere tanto diverso!!!”

(continua…)